seduta sui finestroni alti alti della biblioteca Sormani di Milano, mentre mia madre si districava fra la burocrazia e gli schedari di una biblioteca non ancora informatizzata. MI sentivo al sicuro: c'era mia madre a combattere i meccanismi del mondo adulto (io la guardavo fare code agli sportelli, compilare formulari, aspettare) mentre io, dall'alto, guardavo il giardino della biblioteca con le sue statue di cavalieri -mi sembra- lottare a cavallo.
Io che canto e storpio "Papa don' t preach" di Madonna, mio zio che cerca silenziosamente di registrarmi col mangianastri, io che me ne accorgo e scappo nel salotto dei nonni. Lui che mi insegue e mi afferra mentre cerco di lanciargli i cuscini del divano. Mi fa un sacco di SOLLETICO. Muoio dal ridere. Il suo bel sorriso divertito e i suoi occhi illuminati
Grazie. A breve posterò qualche immagine del lavoro.
Massi.
1 commento:
Sestrilevante, da piccola ci andavo sempre d'estate. L'aria era fresca, sapeva di focaccia e di sale, il sole baciava la mia pelle e avevo sempre della sabbia sui piedi, nei miei sandaletti blu, di quelli in plastica trasparente che usi ad ogni ora del giorno.. Quel pomeriggio c'era troppo sole per stare in spiaggia e mia madre mi disse che avremmo fatto una passeggiata al mercato. La mia mano teneva stretta la sua, il suo vestito era bianco, demodè (?), lungo e ampio con dei grossi fiori blu stampati. Vedevo la sua schiena e camminavo sbirciando i giocattoli sulle bancarelle. Il mio primo miominipony era in una di quelle ceste. L'avevo scelto con cura. Era bianco, e blu.
Posta un commento