sabato 11 ottobre 2008

RACCONTI

Ragazze e ragazzi ho bisogno del vostro contributo!
Prendete 10 minuti del vostro tempo e regalateli alla causa del mio intervento!
Raccontatemi un vostro ricordo di quando eravate piccoli: qualcosa di preciso, un evento, un giorno, una ricorrenza, una situazione che sia riconducibile al contesto familiare nella quale vi sentivate bene, felici, al vostro posto, coccolati, protetti, o liberi, spensierati, innamorati, eccitati... Non dev'essere molto lungo il vostro racconto, più o meno come quello che ho scritto io nel post di qualche settimana fà in cui presentavo il mio intervento, dove racconto di quando stavo a guardare mia madre fare i maglioni. Una volta scritto il racconto evidenziatene in grassetto una parola che sintetizzi l'oggetto del ricordo (per me era "maglioni"). Ecco, aspetto le vostre storie aggiunte come "commento" a questo post. Mi servono per cominciare la sciarpa non appena avrò pronte tutte le lettere.

Grazie!! love 

7 commenti:

TeatroContratto ha detto...

ciao a tutti, purtroppo io, insieme ai ragazzi del teatro contratto (vera anna roby ale) non riusciamo a farci vedere molto, per motivi di lavoroe di studio. Nel frattempo ci teniamo aggiornati sulle vostre idee e iniziative tramite il blog, sempre molto ricco di idee e stimoli. Visto che la nostra presenza fisica è azzerrata vorremmo comunque aggiornarvi sulla natura e sulle trasformazioni del nostro intervento. Infatti stiamo lavorando a una struttura drammaturgica narrativa. Nello specifico: Quattro personaggi folli (propabilemente siamo in un manicomio)che "vendono", regalano, porgono delle fotografie ai nostri visitatori di passaggio. Ogni fotografia porta con sè una storia che i personaggi folli racconteranno.
Vorremmo racconatrvela di persona e speriamo di farlo entro breve.
Come abbiamo inizialmente proposto noi potremmo stare sul palco. Siamo consapevoli che non essendoci stati le questioni spaziali sono cambiate, però da quello che si è letto,sembra che il palco è ancora uno spazio utilizzabile.
Per la questione delle lampade portiamo qualcosa, vi servono subito oppure giorni prima dell'evento?
Ma poi una domanda come è andato il rapporto con il pubblico sabato?
Grazie a presto
tc

elena ha detto...

purtroppo sul palco stiamo studiando intervento dnza che si integri con l'istallazione in platea.

se vi ser ve uno spazio 'statico' avrei in mente un altro spazio...ma il vostro intervento sarebe dalla durata tmeporale limitata, o 'a ciclo continuo'?

presto organizziamo un altro sopralluogo al cinema così potete orientarvi.

ciao ,elena

elena ha detto...

purtroppo sul palco stiamo studiando intervento dnza che si integri con l'istallazione in platea.

se vi ser ve uno spazio 'statico' avrei in mente un altro spazio...ma il vostro intervento sarebe dalla durata tmeporale limitata, o 'a ciclo continuo'?

presto organizziamo un altro sopralluogo al cinema così potete orientarvi.

ciao ,elena

elena ha detto...

ecco il mio ricordo:

seduta sui finestroni alti alti della biblioteca Sormani di Milano, mentre mia madre si districava fra la burocrazia e gli schedari di una biblioteca non ancora informatizzata. MI sentivo al sicuro: c'era mia madre a combattere i meccanismi del mondo adulto (io la guardavo fare code agli sportelli, compilare formulari, aspettare) mentre io, dall'alto, guardavo il giardino della biblioteca con le sue statue di cavalieri -mi sembra- lottare a cavallo.

Liuba ha detto...

Io che canto e storpio "Papa don' t preach" di Madonna, mio zio che cerca silenziosamente di registrarmi col mangianastri, io che me ne accorgo e scappo nel salotto dei nonni. Lui che mi insegue e mi afferra mentre cerco di lanciargli i cuscini del divano.
Mi fa un sacco di SOLLETICO. Muoio dal ridere. Il suo bel sorriso divertito e i suoi occhi illuminati

anna ha detto...

Di quel pomeriggio ricordo: alberi altissimi e radi, luce settembrina, terra nera e umidiccia sotto i piedi nudi, papà che pesca seduto su uno sgabello da campeggio, ronzio di insetti, sciabordio e barbaglio del Po. Non sei un po’ troppo grande per il ciuccio? No. Però io ce l’ho da sempre. Qualcun’altro potrebbe averne voglia, più di me. Diamolo ai pesci. Sì anche perché se ci penso su bene hanno quella bocca che sembra proprio fatta apposta. Poverini una vita in attesa del ciuccio. Eccolooooo.

anna ha detto...

PESCI